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Tasse su affitto mai incassato, il paradosso (irrisolto) del Fisco italiano

C’è qualcosa che, nel sistema fiscale italiano, continua a essere difficile da accettare anche per gli addetti ai lavori: pagare le tasse su redditi che non si sono mai incassati. È quello che accade con i canoni di locazione non percepiti, disciplinati dall’articolo 26 TUIR.

Il principio è noto a tutti, i redditi fondiari si tassano per competenza. Tradotto in modo brutale, se il canone è maturato, devi pagarci le tasse, anche se l’inquilino non ti ha versato un euro.

Negli anni il legislatore è intervenuto per “correggere” questa impostazione. Oggi, infatti, se la morosità è dimostrata tramite sfratto o ingiunzione di pagamento, i canoni non incassati non concorrono alla formazione del reddito. Ma questa non è una soluzione. È solo una toppa.

Il contribuente paga. Poi si arrangia.

Il sistema funziona così:

  • prima paghi
  • poi dimostri
  • poi ricalcoli
  • poi, forse, recuperi

Tutto questo con tempi lunghi, costi e rischio di errori. Perché il punto vero è uno, il credito d’imposta non è automatico. E questa è una scelta precisa, non un limite tecnico.

Basterebbe un meccanismo semplicissimo, ovvero indicare in dichiarazione i mesi o i trimestri di canoni non incassati — cosa perfettamente coerente con la struttura dei contratti di locazione. A quel punto:

  • il credito emergerebbe automaticamente
  • sarebbe quindi utilizzabile nell’anno dello sfratto per morosità o dell’ingiunzione di pagamento

Fine. Senza riliquidazioni complesse, senza margini di errore. E invece no!

Uno squilibrio evidente

Il risultato è un sistema che funziona sempre nello stesso modo:

  • lo Stato incassa subito
  • il contribuente recupera dopo (se recupera)

E nel frattempo:

  • anticipa liquidità
  • sostiene costi legali
  • si assume il rischio fiscale

Il vero problema è il principio sbagliato

Si può migliorare il credito d’imposta? Sì. Ma non basta. Perché il problema vero resta a monte ovvero tassare un reddito che non esiste.

Finché questo principio non viene messo in discussione, qualsiasi intervento sarà sempre parziale, sempre insufficiente, sempre sbilanciato. Mi pongo quindi una domanda: Se il reddito non è mai entrato nelle tue tasche, ha davvero senso che lo Stato lo consideri comunque tassabile?