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Bonus mobili dopo la vendita della casa, puoi continuare a detrarlo nel 730?

«Ho venduto casa nel 2025. Avevo acquistato mobili ed elettrodomestici usufruendo del bonus mobili. Posso continuare a portare in detrazione le rate residue nel modello 730?»

È una domanda che molti contribuenti si stanno ponendo durante la campagna dichiarativa.

Il dubbio nasce perché chi vende un immobile sa che, per il bonus ristrutturazione, le detrazioni residue possono trasferirsi all’acquirente, salvo diverso accordo inserito nel rogito.

Ma vale la stessa regola anche per il bonus mobili?

La risposta è no.

Proprio questo aspetto è stato chiarito da FiscoOggi, il portale di informazione dell’Agenzia delle Entrate, rispondendo a un quesito di un contribuente.

Perché nasce tanta confusione

L’errore più frequente è pensare che tutte le agevolazioni collegate alla casa seguano le stesse regole.

In fondo il bonus mobili nasce proprio da un intervento di recupero edilizio. È quindi naturale immaginare che il suo destino sia lo stesso della detrazione per la ristrutturazione. In realtà la normativa distingue nettamente le due agevolazioni. Ed è proprio questa differenza che spesso sfugge.

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Cosa succede se vendi casa

Immaginiamo questo caso: Giovanni ristruttura il proprio appartamento nel 2023.

Approfittando dei lavori acquista una nuova cucina, un frigorifero, una lavastoviglie e una lavatrice utilizzando il bonus mobili. Le spese vengono correttamente portate in detrazione in quote annuali.

Nel 2025 decide di vendere l’abitazione. Nel rogito NON viene previsto che le rate residue della detrazione per i lavori di ristrutturazione rimangano a suo favore. Di conseguenza, le quote residue del bonus ristrutturazione si trasferiscono all’acquirente.

A questo punto nasce il dubbio.

Anche le rate residue del bonus mobili seguono la stessa sorte?

La risposta è no.

Come chiarito da FiscoOggi, richiamando la circolare n. 21/E del 2010 e la circolare n. 17/E del 2015 dell’Agenzia delle Entrate, il bonus mobili segue una disciplina diversa: la detrazione non utilizzata, in tutto o in parte, non si trasferisce in caso di vendita dell’immobile, neppure quando all’acquirente vengono trasferite le rate residue della detrazione per gli interventi di recupero edilizio.

Di conseguenza, sarà Giovanni a continuare a indicare nel proprio modello 730 le quote residue del bonus mobili, pur non essendo più proprietario dell’abitazione.ontinuare a indicare le quote residue nel proprio modello 730, anche se non è più proprietario della casa.

Una regola diversa rispetto al bonus ristrutturazione

Ed è proprio questo il punto più importante.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio la regola generale prevede il trasferimento delle rate residue all’acquirente, salvo un diverso accordo tra le parti riportato nell’atto di vendita.

Per il bonus mobili, invece, questo meccanismo non opera.

Anche se le rate residue della ristrutturazione vengono trasferite all’acquirente, quelle relative al bonus mobili restano comunque al contribuente che ha sostenuto la spesa.

È una differenza che può sembrare un dettaglio, ma che incide direttamente sulla compilazione della dichiarazione dei redditi.

Gli errori che si commettono più spesso

Gli errori più frequenti sono sempre gli stessi. C’è chi, dopo aver venduto casa, smette di indicare il bonus mobili nel 730 pensando di aver perso il diritto alla detrazione.

Altri, invece, ritengono che sia l’acquirente a poter utilizzare le rate residue.

Entrambe le conclusioni sono sbagliate.

Il bonus mobili continua infatti a spettare al contribuente che ha sostenuto la spesa, indipendentemente dalla successiva vendita dell’immobile.

La valutazione del commercialista Michele Vito Falagario

Questa vicenda dimostra come sia rischioso ragionare “per analogia” quando si parla di agevolazioni fiscali. Molti bonus sono collegati allo stesso immobile, ma non per questo seguono le stesse regole.

Quando si vende una casa è quindi opportuno verificare separatamente il trattamento fiscale di ciascuna detrazione ancora in corso, evitando di dare per scontato che valgano le medesime disposizioni.

Una verifica preventiva può evitare errori nella dichiarazione dei redditi e consentire di continuare a beneficiare di detrazioni che spettano ancora al contribuente.

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