L’8 marzo 2026 la Svizzera ha approvato, con il 54,23% dei voti, una riforma fiscale destinata a far discutere ovvero l’introduzione dell’imposizione individuale. Un cambiamento che, almeno nelle intenzioni, mira a eliminare una storica distorsione del sistema, la cosiddetta “penalizzazione del matrimonio”.
Perché i coniugi pagavano di più
Nel sistema attuale svizzero, le coppie sposate vengono tassate congiuntamente, mentre le coppie non sposate sono tassate individualmente. Questo crea una distorsione evidente: due persone con lo stesso reddito complessivo possono pagare imposte diverse solo in base allo stato civile.
Il risultato? In molti casi, sposarsi significava pagare più tasse.
Tassazione individuale per tutti
Con la riforma, ogni contribuente verrà tassato separatamente, indipendentemente dal fatto che sia sposato o meno. In altre parole:
- ogni coniuge presenterà la propria dichiarazione;
- redditi e patrimoni saranno attribuiti secondo i rapporti civili;
- si elimina il vantaggio (o svantaggio) legato allo stato civile.
Un principio semplice: stesso reddito, stessa imposta.
Le principali novità della riforma
La legge introduce alcune modifiche chiave:
- Deduzione figli aumentata: da 6.800 a 12.000 franchi per figlio
- Aliquote ridotte per redditi bassi e medi
- Aliquote leggermente aumentate per redditi elevati
- Applicazione a tutti i livelli: Confederazione, Cantoni e Comuni
Attenzione però, i Cantoni avranno autonomia nel definire i dettagli, quindi gli effetti concreti potrebbero variare.
Chi ci guadagna (e chi no)
Qui arriva la parte più interessante — e meno “politicamente neutra”.
Vantaggi:
- coppie con redditi simili → pagheranno meno
- single e redditi medio-bassi → generalmente favoriti
Svantaggi:
- coppie con un solo reddito prevalente → potrebbero pagare di più
- famiglie tradizionali con figli → rischio aumento (anche se mitigato dalle deduzioni)
In sostanza, la riforma premia i modelli familiari a doppio reddito e penalizza quelli più “classici”.
Il costo della riforma
Il prezzo di questa equità? Circa 630 milioni di franchi di minori entrate fiscali, di cui:
- 500 milioni a carico della Confederazione
- 130 milioni a carico dei Cantoni
Un costo significativo, che apre inevitabilmente a una domanda: chi pagherà davvero questo cambiamento nel lungo periodo?
Una riflessione critica
Sulla carta, la riforma appare equa: elimina una disparità evidente. Ma il punto più interessante è un altro, ed è profondamente politico. In Svizzera, questa riforma non sembra essere costruita con la logica della “coperta troppo corta”, tipica di molti sistemi fiscali: se aiuto qualcuno, devo necessariamente penalizzare qualcun altro.
Qui, invece, il costo della riforma — circa 630 milioni di franchi — viene assorbito in larga parte dallo Stato, senza una compensazione immediata attraverso maggiori imposte su altre categorie.
Questo cambia completamente la prospettiva. Non si tratta solo di redistribuire il carico fiscale, ma di fare una scelta, ridurre una distorsione accettando un minor gettito. Ed è proprio questo il punto che dovrebbe far riflettere Paesi come il nostro, dove le riforme fiscali sono spesso neutre,
si sposta il peso, ma raramente si crea un reale beneficio netto.
E tu cosa preferiresti? una riforma davvero a favore della famiglia, oppure una sempre “in equilibrio” che però non cambia mai davvero le cose?