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Ristrutturazioni edilizie, ecco le detrazioni, aliquote 2026

Le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie rappresentano da anni uno degli strumenti fiscali più utilizzati da tutti noi. In sostanza, chi effettua lavori di ristrutturazione su immobili residenziali può recuperare una parte delle spese sostenute sotto forma di detrazione Irpef, distribuita nel tempo. Ma chi può beneficiarne? In che misura? E soprattutto, cosa cambia dal 2025 in poi? Facciamo ordine.

Cos’è la detrazione per ristrutturazioni edilizie

La normativa consente ai contribuenti che ristrutturano abitazioni private o parti comuni di edifici residenziali situati in Italia di detrarre dall’Irpef una percentuale delle spese sostenute. Il principio è quello del criterio di cassa, conta l’anno in cui la spesa viene effettivamente pagata, non quando iniziano o finiscono i lavori.

La detrazione va suddivisa tra tutti i soggetti che hanno partecipato alla spesa e che ne hanno diritto, ed è generalmente ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

A chi spetta l’agevolazione

Il beneficio riguarda tutti i contribuenti soggetti a Irpef, residenti e non residenti, che sostengono le spese. In particolare, possono accedere alla detrazione:

  • i proprietari degli immobili;
  • i titolari di diritti reali o personali di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
  • gli inquilini;
  • i familiari conviventi (coniuge, unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo);
  • il convivente more uxorio, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016.

Un aspetto spesso sottovalutato è che non conta tanto la proprietà dell’immobile, quanto il sostenimento effettivo della spesa e la corretta tracciabilità dei pagamenti.

Quali sono i vantaggi fiscali dal 2025 al 2033

Qui arriviamo alla parte più delicata. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2033, l’aliquota ordinaria di detrazione scende al 30%. Fa eccezione la sostituzione dei gruppi elettrogeni di emergenza, che resta agevolata al 50% se realizzata con generatori a gas di ultima generazione.

Tuttavia, il legislatore ha previsto un regime transitorio:

  • Spese 2026
    Detrazione del 36%, che sale al 50% se l’immobile è abitazione principale, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
  • Spese 2027
    Detrazione del 30%, oppure 36% per l’abitazione principale, sempre entro il limite di 96.000 euro.

Attenzione anche agli immobili ad uso promiscuo (abitazione e attività professionale o commerciale), in questi casi la detrazione spetta solo per il 50% dell’importo.

Il consiglio del commercialista Michele Vito Falagario

Le percentuali contano, ma ancora di più conta come si paga e chi sostiene la spesa. Bonifici, intestazioni e tempistiche sbagliate possono far perdere l’agevolazione anche in presenza di lavori corretti. Prima di iniziare una ristrutturazione, una verifica preventiva evita errori costosi. Ecco la guida ufficiale sulle ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate.