Pensare alla pensione può sembrare lontano, complicato o poco urgente. Eppure, dal 2026 arriva una novità concreta che rende la pensione integrativa un po’ più conveniente anche dal punto di vista fiscale. La Legge n. 199/2025 ha infatti aumentato il limite entro cui i contributi versati alle forme di previdenza complementare possono essere dedotti dalle imposte. Vediamo cosa cambia.
Cos’è la previdenza complementare
La pensione integrativa è una forma di risparmio “di lungo periodo” che serve ad affiancare la pensione pubblica. Può essere costruita tramite fondi pensione o piani individuali e può essere alimentata:
- dal lavoratore,
- dal datore di lavoro,
- oppure da entrambi.
Uno dei principali vantaggi è che i contributi versati riducono il reddito su cui si pagano le tasse.
Cosa cambia dal 2026
Fino al 2025, il limite massimo di contributi deducibili era pari a 5.164,57 euro l’anno. Dal periodo d’imposta 2026, questo tetto sale a 5.300 euro. La differenza può sembrare contenuta, ma rappresenta:
- un maggiore spazio di risparmio fiscale ogni anno;
- un segnale chiaro di incentivo verso la previdenza integrativa;
- un beneficio che si somma nel tempo, soprattutto per chi versa con continuità.
In pratica, una quota più ampia dei versamenti non verrà tassata, riducendo l’IRPEF dovuta.
Chi può beneficiare dell’aumento
L’aumento riguarda:
- lavoratori dipendenti,
- lavoratori autonomi,
- chi versa contributi anche tramite il datore di lavoro,
- chi aderisce a fondi pensione negoziali o aperti.
Conta quanto viene versato complessivamente nell’anno, indipendentemente da chi effettua materialmente il pagamento.
Perché è una notizia da non sottovalutare
Molte persone vedono la pensione integrativa come qualcosa di distante o riservato “a chi guadagna molto”. In realtà, il vantaggio fiscale:
- è immediato (meno tasse oggi),
- è cumulabile nel tempo,
- aiuta a costruire una maggiore sicurezza futura.
Anche piccoli versamenti annuali, se costanti, possono fare la differenza sia sul piano fiscale sia su quello previdenziale.
Un consiglio pratico dal commercialista Michele Vito Falagario
Prima di effettuare o aumentare i versamenti, è utile verificare:
- il proprio reddito,
- quanto spazio di deducibilità è ancora disponibile,
- se il fondo scelto è coerente con età e obiettivi personali.
La previdenza complementare non è solo una scelta per “il domani”, ma anche uno strumento di pianificazione fiscale nel presente.