Chi partecipa a un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) spesso lo fa per risparmiare, sostenere i produttori locali e fare scelte più etiche. Ma negli ultimi anni molti si sono chiesti: dovremo pagare l’IVA quando riceviamo i prodotti dal GAS?
La risposta, almeno per ora, è rassicurante: no, l’IVA non si applica. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate, con una risposta ufficiale n. 20/2026.
Perché si parla di IVA sui GAS
Il dubbio nasce dalla riforma fiscale del Terzo settore, che in teoria dovrebbe cambiare il modo in cui alcune associazioni trattano l’IVA. In particolare, alcune operazioni che oggi sono completamente fuori dall’IVA, in futuro potrebbero diventare “esenti”.
Attenzione però, fuori campo IVA ed esente IVA non sono la stessa cosa, anche se per i non addetti ai lavori possono sembrare simili:
- Fuori campo IVA: l’operazione è come se non esistesse ai fini IVA, non fa nascere un obbligo d’imposta.
- Esente IVA: l’operazione rientra nel sistema IVA, ma senza applicare l’imposta.
Molti GAS, soprattutto quelli organizzati come Associazioni di Promozione Sociale (APS), temevano di perdere il trattamento più favorevole.
Cosa fa davvero un Gruppo di Acquisto Solidale
Un GAS non è un negozio e non è un’azienda. In pratica:
- compra prodotti (spesso alimentari) insieme ai propri soci;
- non applica ricarichi o margini;
- distribuisce i beni solo agli aderenti;
- agisce per finalità etiche, solidali e ambientali.
Proprio per questo motivo, già dal 2008 la legge riconosce ai GAS una disciplina speciale: la distribuzione dei beni ai soci non è considerata attività commerciale.
La riforma c’è, ma è rinviata
La buona notizia è che la riforma IVA per gli enti del Terzo settore non entra in vigore subito. Dopo diversi rinvii, l’ultimo intervento normativo ha spostato tutto al 1° gennaio 2036. Questo significa che:
- fino al 31 dicembre 2035 resta valida la regola attuale;
- la distribuzione dei beni ai soci da parte dei GAS continua a essere fuori campo IVA;
- nulla cambia, a condizione che lo statuto dell’associazione rispetti alcune regole fondamentali.
Le condizioni da rispettare
Per mantenere l’esclusione dall’IVA, il GAS deve:
- non distribuire utili;
- avere una gestione democratica;
- redigere un rendiconto annuale;
- devolvere il patrimonio a fini sociali in caso di scioglimento;
- operare solo verso i soci e senza ricarichi.
Se queste condizioni sono rispettate, l’IVA si ferma al fornitore e non arriva ai soci.
Un consiglio operativo dal commercialista Michele Vito Falagario
Anche se l’IVA non si applica, è fondamentale che statuto e gestione concreta del GAS siano coerenti con le regole previste dalla legge. Le verifiche fiscali guardano ai fatti, non solo alle intenzioni.
Un controllo preventivo può evitare problemi futuri.