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Hai dimenticato il Modello Redditi 2025? Ecco cosa puoi ancora fare (fino al 29 gennaio 2026)

Può succedere di dimenticare una scadenza, un documento rimandato, un “lo faccio domani” che diventa troppo tardi. Se ti sei accorto solo ora di non aver presentato il Modello Redditi 2025, la buona notizia è che non è ancora finita. Ma il tempo stringe.

La legge concede un’ultima possibilità a chi ha saltato la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025: la dichiarazione può essere inviata fino al 29 gennaio 2026. Oltre quella data, le conseguenze diventano decisamente più pesanti.

Cosa significa “dichiarazione tardiva” (in parole semplici)

Se presenti la dichiarazione entro il 29 gennaio 2026, non sei in regola con i termini, ma la dichiarazione è comunque valida. È come arrivare in ritardo, ma essere ancora ammessi.

Se invece invii la dichiarazione dopo il 29 gennaio, per il Fisco è come non averla mai presentata. E qui iniziano i veri problemi, anche se per ridurre i danni da omessa dichiarazione è possibile comunque agire.

Quanto costa rimediare ora

Chi si mette in regola entro la scadenza di gennaio può pagare una sanzione simbolica di 25 euro. Si tratta di una forte riduzione rispetto alle sanzioni ordinarie, resa possibile dal cosiddetto ravvedimento operoso, cioè la regolarizzazione spontanea prima che arrivino controlli o comunicazioni.

Il pagamento avviene con il modello F24 e serve solo a “sanare” il ritardo nell’invio.

E se dalla dichiarazione risultano imposte da pagare?

In questo caso, oltre ai 25 euro, bisogna versare:

  • le imposte dovute;
  • un piccolo importo per gli interessi, calcolati sui giorni di ritardo;
  • una sanzione ridotta per il pagamento tardivo delle imposte.

Prima si sistema la situazione, meno si paga. Anche qui, il tempo gioca un ruolo fondamentale.

Chi deve prestare particolare attenzione

Questa possibilità riguarda tutti:

  • lavoratori e pensionati;
  • titolari di partita IVA (anche forfetari);
  • soci di società;
  • imprese ed enti.

I modelli ufficiali e gli strumenti di invio sono messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, e l’invio avviene esclusivamente online, direttamente o tramite un intermediario.

Perché non conviene aspettare

Dopo il 29 gennaio 2026, la dichiarazione diventa omessa. Le sanzioni salgono rapidamente e il margine di difesa si riduce. In molti casi, quello che oggi costa poche decine di euro può trasformarsi in un problema serio e costoso.

Un consiglio operativo dal commercialista Michele Vito Falagario

Se ti accorgi di non aver presentato il Modello Redditi 2025, non perdere tempo a capire “quanto è grave”, la priorità è agire subito. Entro il 29 gennaio 2026 puoi ancora inviare la dichiarazione e chiudere la partita con 25 euro di sanzione, evitando problemi ben più seri.

Il mio consiglio è semplice, presenta comunque la dichiarazione, anche se non hai subito tutte le somme per pagare eventuali imposte. La dichiarazione tardiva ti mette al riparo dall’omissione, mentre i pagamenti possono essere gestiti e regolarizzati successivamente con strumenti meno traumatici.

L’errore più costoso che vedo spesso non è il ritardo, ma l’inerzia. Dopo il 29 gennaio non si parla più di ritardo, ma di violazione grave, con sanzioni che crescono rapidamente e margini di difesa molto più ridotti.