Spesso, quando si parla della gestione dei contratti aziendali, l’amministratore tende a vederli come un puro adempimento formale, un faldone da firmare e archiviare. Nel mio lavoro, vedo quotidianamente come questa percezione sia il primo passo verso “scivoloni” finanziari e legali pericolosi.
Viviamo immersi nella burocrazia, ma esiste una “burocrazia buona”, quella che serve a definire i confini delle responsabilità e a proteggere il patrimonio sociale. In questa puntata della rubrica “Capire prima di decidere“, voglio analizzare con voi gli strumenti contrattuali che ogni amministratore deve padroneggiare per non lasciare che siano i fornitori a comandare il gioco.
La Lettera d’Intenti (LOI), l’indice della vostra tutela
Iniziare un progetto complesso, specialmente se comporta investimenti rilevanti (dai 50.000 euro in su, o comunque proporzionali alla propria propensione al rischio) richiede un passaggio preliminare: la Lettera d’Intenti (LOI).
Perché la consiglio sempre come primo documento?
- Funge da indice: permette di capire velocemente cosa prevede lo sviluppo e quali contratti saranno legati alle singole fasi.
- Fornisce un canovaccio operativo: definisce come muoversi e come smarcare i punti del progetto prima di arrivare al contratto definitivo.
- Tutela la libertà di scelta: permette a entrambe le parti di valutarsi, se si capisce che il fornitore non è all’altezza, si rimane liberi da vincoli definitivi.
Capire prima di Decidere
Strategia, impresa e fisco: la rubrica video e audio con Michele Vito Falagario e Valentina Colazzo.
Le clausole che salvano l’amministratore
Il contratto reale di sviluppo o fornitura non deve essere un documento statico “scritto nella pietra” fin dall’inizio. Deve riflettere la realtà operativa, prevedendo ciò che spesso penalizza l’imprenditore: l’imprevisto.
La gestione delle varianti
Non pensate al prezzo come a un dato immutabile, un margine del 10% di variazione è spesso fisiologico. Il vero rischio, tuttavia, riguarda le tempistiche. Definire le varianti in anticipo significa sapere quanto tempo serve al fornitore per sviluppare il progetto, evitando che ritardi di mesi si trasformino in anni.
Lo Stato Avanzamento Lavori (SAL)
Il pagamento non deve essere un blocco unico. È fondamentale dividere il prezzo per l’esecuzione reale del contratto attraverso lo Stato Avanzamento Lavori (SAL). Legando le tranche economiche a note di lavoro e fasi tecniche precise, l’amministratore mantiene il controllo finanziario sul progetto: se il fornitore non rispetta la fase, il pagamento si ferma. Semplice, ma fondamentale per la tutela della liquidità aziendale.
La clausola di “Assunzione di Responsabilità”
Questa è la vera “chicca” che molti fornitori faticano a firmare, ma su cui dovete essere fermi. Una formula che libera il fornitore da responsabilità generiche ma aggiunge la dicitura “pur adoperandosi affinché ciò non avvenga” vi tutela dalla negligenza. Non si può condannare un fornitore per un imprevisto astratto, ma lo si può (e si deve) fare se non ha usato la diligenza necessaria per evitarlo.
L’Intervista al Committente, eliminare l’asimmetria informativa
C’è un passaggio che quasi tutti trascurano e che invece considero essenziale: l’Intervista al Committente. Spesso l’azienda ha in testa un’idea astratta ma non ha la minima idea di come tradurla in un progetto reale o in requisiti tecnici. Senza questa analisi iniziale:
- Il fornitore comanda il progetto: se non avete le idee chiare, sarà lui a decidere la direzione (e i costi).
- Rischio di asimmetria: finirete per pagare per qualcosa che non corrisponde a ciò che realmente desideravate.
- Mancanza di consapevolezza: l’intervista serve a fare una “radiografia” della vostra idea, rendendola solida anche per futuri controlli o partecipazioni a bandi.
Il punto di vista del commercialista
Come rappresentanti legali, ogni firma che apponete vi carica di una responsabilità diretta verso la società. Il mio consiglio è di non subire passivamente il contratto del fornitore, lavoratelo a “quattro mani” con i vostri consulenti (commercialisti e avvocati), se non capite un punto, alzate la mano e chiedete.
Ricordate che la burocrazia fatta bene non è un ostacolo, ma la prova che siete amministratori consapevoli e protetti.
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