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Avviamento negativo e tassazione rateizzata nelle cessioni di azienda

Negli ultimi interventi normativi in ambito fiscale emerge una novità particolarmente interessante, destinata però a incidere su operazioni complesse e spesso poco comprese anche dagli stessi operatori economici.

Si tratta della possibilità di rateizzare la tassazione dell’avviamento negativo nelle operazioni di cessione d’azienda o di ramo d’azienda, a condizione che vi sia continuità dell’attività e mantenimento degli assetti occupazionali.

Una modifica che, se letta con attenzione, va ben oltre il semplice tecnicismo fiscale.


Quando si genera l’avviamento negativo

Per comprendere il senso della norma, è necessario partire dal concetto di avviamento negativo, spesso definito anche come badwill. Questa situazione si verifica quando (in parole molto semplici):

  • il valore economico dei beni e dei rapporti aziendali è superiore
  • rispetto al prezzo effettivamente pagato per l’acquisizione

In termini semplici, chi acquista paga meno rispetto al valore dell’azienda. Questo accade perché, di fatto, il badwill riflette l’incapacità dell’azienda di generare redditività, motivo per cui viene acquistata a un prezzo inferiore.


La novità normativa e la rateizzazione in cinque anni

Con la modifica introdotta all’articolo 86 del TUIR e alla normativa IRAP, cambia completamente la logica. L’avviamento negativo, limitatamente alla quota rilevata a conto economico, concorre alla formazione del reddito:

  • nell’esercizio in cui emerge
  • e nei quattro successivi

In altre parole, la tassazione viene suddivisa in cinque quote costanti. Questo meccanismo consente di trasformare un impatto fiscale immediato in un carico distribuito nel tempo.


Un esempio pratico per capire meglio

Immaginiamo una società che acquisisce un ramo d’azienda:

  • valore dei beni e rapporti 1.000.000 euro
  • prezzo di acquisto 700.000 euro

La differenza pari a 300.000 euro rappresenta avviamento negativo. Oggi, viene suddiviso in cinque anni:

  • 60.000 euro all’anno concorrono alla formazione del reddito

Il risultato è evidente:

  • minore impatto fiscale nel breve periodo
  • maggiore sostenibilità finanziaria dell’operazione

Fisco e Impresa in pillole

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A chi si applica realmente la norma

È importante sottolineare che questa disciplina non riguarda tutte le imprese. La rateizzazione si applica esclusivamente ai soggetti che:

  • redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali IAS IFRS

Inoltre, la norma è collegata a specifiche operazioni:

  • cessioni d’azienda o di ramo
  • con continuità dell’attività
  • e mantenimento dei livelli occupazionali

Si tratta quindi di un intervento mirato, pensato per operazioni strutturate e spesso di dimensioni rilevanti.


Il parere del Commercialista Michele Vito Falagario

Questa norma rappresenta un segnale importante, perché introduce una logica più evoluta nel rapporto tra fisco e impresa. Rateizzare la tassazione dell’avviamento negativo significa riconoscere che determinate operazioni non possono essere valutate solo in termini fiscali immediati, ma devono essere lette nella loro capacità di generare continuità, occupazione e valore nel tempo.

Allo stesso tempo, si tratta di una disciplina tecnica e non applicabile alla generalità delle imprese, che richiede un’attenta analisi sia sotto il profilo contabile che fiscale. Proprio per questo motivo, nelle operazioni di cessione o acquisizione d’azienda, è fondamentale essere affiancati da un professionista in grado di valutare correttamente gli effetti economici e fiscali complessivi.

Se stai affrontando un’operazione simile o vuoi comprendere come questa novità possa incidere sulla tua situazione, è consigliabile approfondire il tema con un supporto professionale qualificato, parlane con il tuo commercialista oppure contattami.