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Assegnazione beni ai soci 2026

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1, comma 35) riapre una misura molto attesa: l’assegnazione agevolata dei beni ai soci. In parole semplici, le società possono trasferire ai soci determinati beni – soprattutto immobili non utilizzati direttamente nell’attività – pagando un’imposta sostitutiva ridotta all’8%. È una norma che negli anni ha aiutato molte imprese a riorganizzare il patrimonio in modo fiscalmente conveniente.


Cos’è l’assegnazione di beni ai soci 2026

Si parla di assegnazione quando una società distribuisce un bene (per esempio un immobile) ai soci, invece di distribuire denaro. Con la riapertura del 2026, questa operazione può beneficiare di un’imposta sostitutiva dell’8% calcolata sulla differenza tra:

  • il valore del bene al momento dell’assegnazione
  • il suo valore fiscale in bilancio

In pratica, si paga una tassa ridotta al posto delle normali imposte sui redditi e IRAP.


Chi può utilizzare il regime agevolato

Possono accedere alla misura:

  • società in nome collettivo (Snc)
  • società in accomandita semplice (Sas)
  • società a responsabilità limitata (Srl)
  • società per azioni (Spa)
  • società in accomandita per azioni (Sapa)

Anche le società che gestiscono principalmente immobili possono trasformarsi in società semplici entro il 30 settembre 2026 usufruendo dell’agevolazione. Condizione importante: i soci devono risultare iscritti entro determinate date previste dalla legge.


Quali beni possono essere assegnati

Rientrano nell’agevolazione:

  • immobili non strumentali (ad esempio case o immobili locati non utilizzati direttamente nell’attività)
  • beni mobili iscritti in pubblici registri, come autoveicoli non strumentali

Non si applica invece agli immobili utilizzati direttamente per svolgere l’attività d’impresa.


Le aliquote e le altre imposte

L’aliquota ordinaria è dell’8%. Sale al 10,5% per le società considerate “non operative” (cioè quelle con ricavi troppo bassi rispetto ai beni posseduti). Se esistono riserve in sospensione d’imposta, queste vengono tassate con un’aliquota del 13%. Buona notizia:

  • l’imposta di registro è ridotta della metà
  • le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa

Il pagamento dell’imposta sostitutiva avviene in due rate:

  • 60% entro il 30 settembre 2026
  • 40% entro il 30 novembre 2026

Quando può convenire davvero

L’assegnazione può essere interessante in diversi casi:

  • immobili “fermi” in società da molti anni
  • società immobiliari familiari non più operative
  • riorganizzazioni patrimoniali
  • passaggi generazionali

Ma non sempre conviene. Il trasferimento del bene modifica anche il valore fiscale delle quote dei soci e può avere effetti futuri in caso di vendita. Per questo è fondamentale fare una simulazione prima di decidere.


C’è anche l’estromissione per l’imprenditore individuale

La norma prevede una possibilità simile per le imprese individuali, l’estromissione degli immobili strumentali con imposta sostitutiva dell’8%. Anche qui serve una valutazione preventiva, perché l’operazione incide sul patrimonio personale e sull’organizzazione futura dell’attività.


Note da ricordare

L’assegnazione agevolata 2026 non è solo un’opportunità fiscale, è uno strumento di pianificazione patrimoniale. La vera domanda non è “si paga l’8%?”, ma questa operazione migliora davvero la struttura del mio patrimonio nel lungo periodo?