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Transizione 5.0: esauriti i fondi MIMIT, ma le imprese possono ancora presentare domanda fino al 31 dicembre 2025

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha comunicato, con il decreto direttoriale del 6 novembre 2025, l’esaurimento delle risorse economiche destinate al Piano Transizione 5.0.
Nonostante il plafond sia terminato, le imprese possono ancora presentare domanda fino al 31 dicembre 2025, mantenendo così la priorità in caso di nuovi fondi.


Cos’è il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è l’incentivo fiscale che riconosce un credito d’imposta alle imprese che investono in tecnologie digitali e progetti di efficienza energetica. L’obiettivo è favorire una produzione più sostenibile, efficiente e innovativa, in linea con gli obiettivi del programma europeo REPowerEU.


Esauriti i fondi: cosa è successo

Con la revisione del PNRR 2025 in sede europea, la Commissione UE ha ridotto i fondi destinati al piano Transizione 5.0 da 6,3 miliardi a 2,5 miliardi di euro. Il MIMIT ha quindi dichiarato che le risorse sono completamente assorbite dalle comunicazioni di prenotazione già inviate dalle imprese.

Dal 7 novembre 2025, le nuove domande riceveranno una ricevuta di indisponibilità delle risorse, ma saranno valide e protocollate in attesa di nuovi finanziamenti.


Domande ancora possibili fino al 31 dicembre 2025

Il decreto direttoriale e la nota MIMIT del 7 novembre 2025 precisano che:

  • Le prenotazioni inviate fino al 31 dicembre restano efficaci e inserite in graduatoria cronologica.
  • In caso di nuove disponibilità finanziarie (ad esempio rifinanziamenti o rinunce), il GSE informerà le imprese in base all’ordine di arrivo delle domande.

Cosa devono fare ora le imprese

Le aziende che intendono beneficiare del credito d’imposta devono:

  1. Presentare comunque la comunicazione di prenotazione tramite la piattaforma GSE entro il 31 dicembre 2025;
  2. Verificare la correttezza dei dati e della documentazione tecnica, in particolare le certificazioni energetiche ex ante;
  3. Conservare le ricevute di deposito, che daranno diritto di priorità in caso di rifinanziamento.

Il mio consiglio

Il mio consiglio è di non sospendere le procedure: le imprese che presentano ora la comunicazione mantengono il diritto di priorità in caso di riapertura delle risorse. È importante verificare che la documentazione tecnica (in particolare le certificazioni energetiche ex ante ed ex post) sia completa e coerente, per evitare che la pratica venga esclusa nella fase di riesame. Inoltre, chi ha investimenti già programmati può valutare l’inserimento degli stessi in progetti di transizione o nuovi bandi regionali green, in attesa di eventuali rifinanziamenti statali o comunitari.