Con il decreto ministeriale del 30 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ridefinito le modalità di scambio automatico delle informazioni fiscali tra l’Italia e gli altri Stati. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026 e rappresentano un passaggio chiave nell’adeguamento del sistema fiscale italiano all’evoluzione della finanza digitale.
Il quadro normativo di riferimento
Il decreto aggiorna il precedente Dm 28 dicembre 2015 che aveva introdotto in Italia gli obblighi di comunicazione derivanti dagli accordi FATCA con gli Stati Uniti e dagli accordi multilaterali sullo scambio automatico di informazioni. L’intervento si rende necessario per recepire le novità introdotte dalla direttiva (UE) 2023/2226 del Consiglio del 17 ottobre 2023, rafforzando la cooperazione fiscale internazionale.
Cripto-attività, moneta elettronica e valute digitali
Il cuore della riforma è l’ampliamento dell’ambito oggettivo delle informazioni da scambiare. Il testo aggiornato include:
- moneta elettronica;
- valute digitali delle banche centrali (CBDC);
- cripto-attività soggette a comunicazione.
Di conseguenza, vengono modificate le definizioni di istituzioni di deposito ed entità di investimento, ricomprendendo anche i soggetti che detengono o gestiscono tali strumenti per conto dei clienti.
Le nuove regole ampliano quindi il perimetro dello scambio automatico di informazioni, includendo anche operatori cripto, wallet provider e intermediari fintech che detengono o gestiscono attività digitali per conto dei clienti.
Consiglio del Commercialista – Michele Vito Falagario
L’estensione dello scambio automatico alle cripto-attività e alla moneta elettronica segna un punto di non ritorno: la tracciabilità fiscale internazionale è destinata ad aumentare.
Il mio consiglio è di non sottovalutare l’impatto di queste novità, soprattutto per chi utilizza strumenti digitali o piattaforme estere. Una verifica preventiva della propria posizione fiscale e un corretto allineamento tra dati dichiarati e intermediari finanziari possono evitare contestazioni future, sanzioni e lunghi contenziosi.